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IL MIO PENSIERO SULLA PITTURA
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TOPIC: IL MIO PENSIERO SULLA PITTURA
#26
IL MIO PENSIERO SULLA PITTURA 6 Anni, 5 Mesi  
PRESENTAZIONE DELLA II a RASSEGNA D’ARTE CONTEMPORANEA
Relazione della Direzione artistica di Lorenzo Gassi
La seconda edizione della rassegna d’arte contemporanea Comuni_cando, vuole conferire i valori significativi attuali di una nuova concezione dell’arte agli inizi del XXI secolo, tali da risolvere sulla nostra figura di operatori d’arte, la nostra collocazione nella società e sul rapporto con i collezionisti.
Praticare l’arte, e’ la forma più alta della nobiltà dello spirito, nobiltà che non si estrinseca in questa o quella forma estetica, ma nella profondità della concezione che ispira l’artista, concezione etica radicata soggettivamente nel suo io profondo.
Purtroppo bisogna evidenziare anche che spesso si rischia di scadere nelle banalità che affligge troppe ideologie e correnti che inducono a produrre infinite tele inutili, di statue, ceramiche, istallazioni…destinate ad accumularsi nei depositi dell’oblio perché privi del lume della ragione e spirito cui dovrebbero ispirarsi.
Attualmente gli artisti lamentano la difficoltà di vendere i loro prodotti senza rendersi conto che il pubblico e’ disorientato da migliaia di proposte caduche e da un Novecento che e’ stato uno sconfinato cimitero di correnti artistiche, di conseguenza penalizzando l’arte, in quanto gli acquirenti principali i collezionisti, si sono trovati sconcertati, non possedendo come avveniva in passato, il mezzo di grande rilevanza cioè la distinzione tra i prodotti dello spirito da quelli della mano.
Credo quindi per le ragioni descritte, l’artista debba scendere da quella Torre di Babele che non ha fatto altro che creare confusioni di linguaggio e separazioni etniche e cominciare a dialogare con la società che lo circonda, atto essenziale per far comprendere le proprie ragioni e con umiltà giustificare le proprie scelte.
Devono per esempio spiegare la furia con la quale hanno deciso di negare la realtà e cosa significa il concetto di astrazione pura che priva di ogni legame con l’universo tangibile, devono far capire che non lo si fa’ per capriccio o per carenze tecniche, ma che questo avviene quando non trovano più nel visibile ispirazione per poter esprimere l’ineffabile.
Mia convinzione e messaggio come risposta a tutto questo, e’ la mancanza della pratica di farsi guidare dall’assoluta sincerità con se stessi ”LA CATEGORIA SPIRITUALE DALLA QUALE SCATURISCE E SFORNA CAPOLAVORI”.
Gli artisti-non artisti in quando privi di spiritualità, poco importa se laica o religiosa, puntano sul plauso di pubblico da sacrestie o su omaggi di critici-non critici, perché capaci solo di riempire vani contenitori di auliche parole che nel loro insieme sono privi di concetti sensati, quando invece loro compito per aiutare gli artisti e’ quello di esplorare le loro ragioni e a segnalare al pubblico gli autentici talenti che faticono ad emergere, soffocati come sono da strutture che rispondono ad esigenze puramente commerciali di un mercato malandrinescamente curato da chi dell’arte ne fa’ principalmente un prodotto d’arredo.
A causa di questo, specie in questo tempo, e’ in corso un processo di deculturazione della società italiana, ricca di personaggi colmi di vacuo egocentrismo, insofferenti di ogni forma di studio, ma sicuri di poter esprimere pareri e giudizi su qualunque argomento, dimenticando quel famoso detto formulato da Cristo che cita…DARE A CESARE QUELLO CHE E’ DI CESARE.
Lo studio dell’arte esige sensibilità, intelligenza e cultura, contesti in cui l’artista diventa un naufrago, la sensibilità rara, l’intelligenza poca, la cultura una Fenice.
Allora ci si pone la domanda….. come si può penetrare questa cortina….
Risposta difficile da trovare, ma se proprio devo tentare di esprimerne una, mi rifarei a quella Torre di Babele, cioè superare la barriera del linguaggio, quel linguaggio che recuperi l’antica dignità del pensiero ed il rapporto ETICO- CULTURALE che ha nella storia qualificato intellettuali ed artisti, in quanto coscienze critiche del loro tempo, quel tempo e personaggi che ci tramanda la storia, la stessa storia che saranno testimoni ed eredi i nostri figli nel futuro.
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